L’ottavo numero della rivista libro Canicola – forse il più bello tra quelli pubblicati dall’omonimo collettivo di autori del fumetto d’avanguardia con epicentro a Bologna – sembra posto sotto il segno della traccia fantomatica. Il nipponico Naoyuki Tsuji, proveniente dall’animazione, con un muto viaggio onirico a matita planante tra buchi e figure ovali, regala una delicata parabola dell’anelito alla vita e assieme della pulsione di vita. Buchi e ovali che ritroviamo con gli italiani Marino Neri e Giacomo Nanni: Neri, facendoci precipitare, mediante il buco di un pozzo immerso in un mondo contadino mantovano che non c’è più, in una caverna di ovali, spettri, ombre, che pare uscita dalle mitologie antiche; Nanni, rileggendo in modo potente geniali disegnatori del fumetto Usa di inizio secolo scorso, come Winsor McCay e Gustave Veerbeck, in brevi sketch dove, ad esempio, gli oggetti ovali proiettano ombre bianche che si mutano in balloon nei quali entrano esseri multi-faccia dell’alienazione odierna. L’alienazione domina anche la fiaba della finlandese Vähämäki, protagonista un esserino trasparente, mentre la grotta primordiale della Creazione, nel senso lato, è pittata dal belga Schrauwen. Ci sono però anche i vettori, in verticale, con il cinese Yan Cong, e soprattutto in orizzontale, con Yuichi Yokoyama – ancora Giappone – con la sua incredibile, lunghissima sequenza muta di treni paralleli, un ‘fracasso’ visivo ed ipnotico di linee spezzate o deformate.
